(www.chiesadomestica.net - 14.4.2008) - Il Papa ha parlato della vocazione dei Battezzati e della loro missione personale per il Signore. Prima della recita del Regina Coeli, ha voluto ricordare che in forza del Battesimo, ciascun cristiano riceve dal Signore una vocazione personale ed una missione da esprimere nella propria vita, in comunione con il Suo corpo mistico, che è la chiesa. Poi, ha spiegato le tre vocazioni cristiane.
Le vocazioni che il Battezzato può ricevere sono tre: vocazione al sacerdozio, vocazione alla vita consacrata, vocazione al matrimonio cristiano. Attraverso uno di questi tre stati di vita, il Battezzato può vivere la sua identità cristiana nel quotidiano e realizzare il particolare progetto di vita, che Dio inscrive nel profondo di ogni anima.
Vocazione al sacerdozio
"Questo servizio missionario svolgono, in primo luogo, i sacerdoti, dispensando la Parola di Dio e i Sacramenti, e manifestando con la loro carità pastorale a tutti, soprattutto ai malati, ai piccoli, ai poveri, la presenza risanatrice di Gesù Cristo.”
Vocazione ai voti religiosi
“Preghiamo pure perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario nell’evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla preghiera, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però sono accomunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio su tutto e diffondere il suo Regno in ogni ambito della società.”
Vocazione al matrimonio cristiano
“Non va infine dimenticato che anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la loro preziosa collaborazione nella missione Ad Gentes.” (BXVI, Regina Coeli 14.4.2008)
La ricchezza spirituale del Battesimo e la vocazione missionaria dei coniugi: in un'amore più forte della morte
"Non bisogna dimenticare che l'uomo non è un semplice prodotto delle condizioni materiali o sociali in cui vive. Ha bisogno di qualcosa di più, aspira a più di quello che la scienza o qualsiasi iniziativa umana può dargli. Vi è in lui un'immensa sete di Dio. Gli uomini anelano a Dio nel più intimo del loro cuore, ed Egli è l'unico che può appagare la loro sete di pienezza e di vita, poiché solo Lui ci può dare la certezza di un amore incondizionato, di un amore più forte della morte (cfr. Spe salvi, n. 26). L'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza"
Bisogna aiutare i fedeli laici a scoprire sempre più la ricchezza spirituale del loro battesimo, che illuminerà il loro impegno di rendere testimonianza a Cristo in mezzo alla società umana.
Per realizzare questa altissima vocazione hanno bisogno di essere ben radicati in un'intensa vita di preghiera, di ascoltare in modo assiduo e umile la Parola di Dio e di partecipare spesso ai sacramenti, e anche di acquisire un profondo senso di appartenenza ecclesiale e una salda formazione dottrinale, soprattutto per quanto riguarda la dottrina sociale della Chiesa, dove troveranno criteri e orientamenti chiari per poter illuminare cristianamente la società in cui vivono." (BXVI, 28.2.2008)
Il Catechismo della Chiesa Cattolica sulla vocazione al matrimonio cristiano
1655. Cristo ha voluto nascere e crescere in seno alla Santa Famiglia di Giuseppe e di Maria. La Chiesa non è altro che la “famiglia di Dio”. Fin dalle sue origini, il nucleo della Chiesa era spesso costituito da coloro che, insieme con tutta la loro famiglia, erano divenuti credenti. Allorché si convertivano, desideravano che anche tutta la loro famiglia fosse salvata. Queste famiglie divenute credenti erano piccole isole di vita cristiana in un mondo incredulo.
1656. Ai nostri giorni, in un mondo spesso estraneo e persino ostile alla fede, le famiglie credenti sono di fondamentale importanza, come focolari di fede viva e irradiante. E' per questo motivo che il Concilio Vaticano II, usando un'antica espressione, chiama la famiglia “Chiesa domestica”.
E' in seno alla famiglia che “i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l'esempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale”.
Giovanni Paolo II spiega il matrimonio cristiano
La famiglia cristiana "riceve dalla grazia sacramentale del matrimonio una nuova forza per trasformare l'attuale società secondo il disegno di Dio, per trasmettere la fede e per santificare.”
La famiglia cristiana è una comunità credente ed evangelizzante. La famiglia cristiana vive il suo compito profetico accogliendo e annunciando la Parola di Dio. Nella misura in cui la famiglia cristiana accoglie il Vangelo e matura nella fede diventa comunità evangelizzante.
La famiglia cristiana è una comunità in dialogo con Dio. Anche la famiglia cristiana è inserita nella Chiesa, popolo sacerdotale: mediante il sacramento del matrimonio essa viene continuamente vivificata dal Signore Gesù, e da Lui chiamata e impegnata al dialogo con Dio mediante la vita sacramentale, l''offerta della propria esistenza e la preghiera. (GPII, Es.Ap.Familiaris Consortio)