(www.chiesadomestica.net - 18.4.2008) - BXVI: "All'interno di un orizzonte relativistico si afferma un abbassamento dei livelli, osserviamo oggi una certa timidezza di fronte alla categoria del bene e un'inconsulta caccia di novità come realizzazione della libertà. Pericolosi sviluppi pongono in evidenza la particolare urgenza di ciò che potremmo chiamare "carità intellettuale".
Quando nulla aldilà dell'individuo è riconosciuto come definitivo, il criterio ultimo di giudizio diventa l'io e la soddisfazione dei desideri immediati dell'individuo. L'obiettività e la prospettiva, che derivano soltanto dal riconoscimento dell'essenziale dimensione trascendente della persona umana, possono andare perdute.
All'interno di un simile orizzonte relativistico gli scopi dell'educazione vengono inevitabilmente ridotti. Lentamente si afferma un abbassamento dei livelli. Osserviamo oggi una certa timidezza di fronte alla categoria del bene e un'inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà.
Questi pericolosi sviluppi pongono in evidenza la particolare urgenza di ciò che potremmo chiamare "carità intellettuale".
Lungi dall'essere solo una comunicazione di dati fattuali - "informativa" - la verità amante del Vangelo è creativa e capace di cambiare la vita - è "performativa". Con fiducia gli educatori cristiani possono liberare i giovani dai limiti del positivismo e risvegliare la loro recettività nei confronti della verità, di Dio e della sua bontà. In questo modo voi aiuterete anche a formare la loro coscienza che, arricchita dalla fede, apre un sicuro cammino verso la pace interiore e il rispetto per gli altri. (Discorso del Papa alla Catholic University of America, 17.4.2008)