(www.chiesadomestica.net - 1.9.2008) - C'è nel mondo un male così serio e mortale, che richiede il sangue di Dio per essere sconfitto. All'Angelus, il Papa ha toccato con accenti esoterici e mistici, il mistero soprannaturale del male "nel nostro mondo attuale, dove sembrano dominare le forze che dividono e distruggono" ed in cui il Cristo non smette di chiamare interiormente ognuno ad unirsi a Lui per vincerle.
La lotta non è finita
"Se, per salvarci, il Figlio di Dio ha dovuto soffrire e morire crocifisso, la causa è la gravità della malattia da cui doveva guarirci: un male così serio e mortale da richiedere tutto il suo sangue", ha detto il Pontefice, aggiungendo: "Ma la lotta non è finita", perché "il male esiste e resiste in ogni generazione, anche ai nostri giorni" e "per portare a pieno compimento l’opera della salvezza, il Redentore continua ad associare a sé e alla sua missione uomini e donne disposti a prendere la croce e a seguirlo".
C'è, dunque, una stretta relazione tra la radice del male, che si manifesta nel mondo e il potere della Croce di Cristo, ed è la capacità soprannaturale di quella Croce di continuare a spandere sul mondo la protezione data dal sangue di Dio.
Uomini e donne in missione per amore
Ma, affinché questa protezione possa continuare ad operare, fino alla sconfitta definitiva del male nella vita umana, è necessario, che ci sia anche oggi chi risponde alla chiamata interiore del Cristo di unirsi al suo sacrificio per combattere con Lui.
"Come per Cristo, così pure per i cristiani portare la croce non è dunque facoltativo, ma è una missione da abbracciare per amore nel nostro mondo attuale, dove sembrano dominare le forze che dividono e distruggono". Quanto più le forze del male emergono, tanto più "il Cristo non cessa di proporre a tutti il suo chiaro invito".
"Invochiamo l’aiuto della Vergine Santa, che per prima e sino alla fine ha seguito Gesù sulla via della croce. Ci aiuti Lei ad andare con decisione dietro al Signore."
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