(www.chiesadomestica.net - 26.10.2008) - Da dove nasce l'amore? Ne ha parlato il Papa, nell'omelia che ha concluso il sinodo dei vescovi in Vaticano. Perché quel sentimento, che si fa strada all'improvviso nel cuore umano, non è che un soffio leggero e spirituale, che ci invade quando l'invisibile presenza di Dio ci attraversa. Ma in quali modi, possiamo lasciarci attraversare da Dio? Quando e dove possiamo incontrarne la presenza reale, sebbene invisibile? Ecco, in poche parole del Papa, il mistero spiegato ai semplici di cuore - di Simonetta Castellano
Dio è amore e la sua parola comunica amore. "La pienezza di tutte le Scritture divine è l'amore" - dice il Papa - così, come aveva detto subito nella sua prima enciclica: Dio è amore, Deus caritas est. L'amore, caritas, è quel sentimento profondo e spirituale per cui l'altro mi è caro e vale per me quanto e più di me stesso.
Questo sentimento definisce l'identità stessa di Dio e da Dio si espande nell'universo.
Da Dio l'amore promana come spirito e investe l'anima, che se ne lascia attraversare. “E’ un amore, che accetta anche dure prove per la verità e proprio così il vero amore cresce e la verità risplende.” “Tanta gente è alla ricerca, talora persino senza rendersene
conto, dell’incontro con Cristo e col suo Vangelo; tanti hanno bisogno di ritrovare in Lui il senso della propria vita.”
Ma dove incrociare questo amore? Dove cercarlo, per riconoscerlo? Lo spirito d'amore promana da Lui attraverso ogni Sua Parola. E il Papa indica: “Il luogo privilegiato in cui risuona la Parola di Dio è senza dubbio la liturgia.”
L'amore nel cuore umano, “l’amore per il prossimo nasce dall’ascolto docile della Parola divina”. Quando è con il cuore, che ci si mette in ascolto della Scrittura proclamata nella liturgia, o letta nel silenzio della propria stanza.
“Quanto è importante, allora, ascoltare la Parola e incarnarla nell’esistenza!” E' "necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura, perché le persone, incontrando la verità, possano crescere nell’amore autentico.”
Il bisogno di un ascolto più intimo del sussurro di Dio. “Quante volte, abbiamo sentito esperienze e riflessioni, che evidenziano il bisogno oggi emergente di un ascolto più intimo di Dio, di una conoscenza più vera della sua parola di salvezza.
“Portiamo con noi la rinnovata consapevolezza che compito prioritario della Chiesa, all'inizio di questo nuovo millennio, è innanzitutto nutrirsi della Parola di Dio” per trasmettere con efficacia la voce di Dio a chi lo cerca.
La necessità di ascoltare la Sua Parola per permettergli di dialogare con gli uomini. "Facendo nostre le parole dell'Apostolo: "guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Cor 9,16), auspico di cuore, che in ogni comunità si avverta con più salda convinzione quest’anelito di Paolo come vocazione al servizio del Vangelo per il mondo.”
“Diventa indispensabile una promozione robusta e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella comunità cristiana, dialogando con le culture del nostro tempo, mettendosi al servizio della verità e non delle ideologie correnti e incrementando il dialogo, che Dio vuole avere con tutti gli uomini. È da sostenere lo sforzo di far conoscere la fede attraverso la Parola di Dio anche a chi è "lontano" e specialmente a quanti sono in sincera ricerca del senso della vita.”
Ascoltando la Sua voce nella liturgia, riconosciamo la nostra identità e la nostra vocazione. “Appare che la Bibbia è il libro di un popolo e per un popolo; un'eredità, un testamento consegnato a lettori, perché attualizzino nella loro vita la storia di salvezza testimoniata nello scritto. Vi è, pertanto, un rapporto di reciproca vitale appartenenza tra popolo e Libro: la Bibbia rimane un Libro vivo con il popolo, suo soggetto, che lo legge; il popolo non sussiste senza il Libro, perché in esso trova la sua ragion d'essere, la sua vocazione, la sua identità.”
“Scrittura e liturgia convergono, dunque, nell'unico fine di portare il popolo al dialogo con il Signore e all’obbedienza alla volontà del Signore”.
“La Parola uscita dalla bocca di Dio e testimoniata nelle Scritture torna a Lui in forma di risposta orante, di risposta vissuta, di risposta sgorgante dall’amore.”
“Maria Santissima ci insegni a riconoscere nella nostra vita il primato della Parola che sola ci può dare salvezza. E così sia ! ”