(www.chiesadomestica.net - 26.1.2009) - Addio sovranità nazionale dei popoli. La burocrazia di Bruxelles procede con provvedimenti a raffica a rafforzare il suo potere a danno degli stati membri, che perdono via via il loro diritto di legiferare in casa propria. Nel 2009, l’Unione mira ad un maggiore accentramento del potere, ignorando che la Costituzione europea e il Trattato di Lisbona sono stati respinti dagli stati membri tutte le volte che sono stati sottoposti a un referendum. Pur avendo il primato dei privilegi e dello spreco, vuole "lottare" contro la povertà e imporre alcune nuove “strategie” tramite organismi nazionali. La crisi finanziaria offre un’occasione d’oro per imporre il giro di vite di regolamenti restrittivi sulla libertà delle nazioni europee - I provvedimenti in programma nell'articolo di Corrispondenza Romana.
CORRISPONDENZA ROMANA - UNIONE EUROPEA: quale menù per il 2009?
Sabato 24 Gennaio 2009 12:46
CR n.1076 del 24/1/2009
Una serie di recenti documenti pubblicati dall’Unione Europea confermano che essa è oggi l’unica istituzione politica che pratica il principio di sussidiarietà all’inverso. Nel 2009, l’Unione mira a una maggiore centralizzazione, senza considerare che la Costituzione e il Trattato di Lisbona sono stati respinti tutte le volte che sono stati sottoposti a un referendum.
La Commissione europea vuole un’Europa più sociale (COM(08)412), ossia più competitiva, e nella quale i sindacati devono acquisire più potere (COM(08)419). Sono previsti molteplici regolamenti che mirano a ridurre il libero mercato (COM(08)419).
Pur avendo il primato dei privilegi, delle retribuzioni scandalosamente elevate e dello spreco, vuole lottare contro la povertà (COM(08)797) e imporre alcune nuove “strategie” tramite organismi nazionali.
La crisi finanziaria offre un’occasione d’oro per imporre regolamenti restrittivi.
La decisione di sostenere tale istituzione finanziaria o tale impresa dovrebbe, d’ora in poi, sfuggire progressivamente ai parlamenti nazionali e viene presa a livello europeo (COM(08)6045).
La Commissione europea vuole, ad esempio, rispondere personalmente alle variazioni di prezzo del petrolio; non vuole più che gli Stati membri alleggeriscano le tasse sui prodotti petroliferi per compensare gli aumenti di prezzo, poiché ritiene che ciò significherebbe «mandare un segnale negativo»; preferisce conservare le tasse e ridistribuire il denaro ai gruppi più colpiti dall’aumento dei prezzi (COM(08)384).
L’Unione europea ha preso decisioni simili in molti altri settori: energia nucleare, diritti dei consumatori, trasporto, giustizia, insegnamento, che vanno tutti nella direzione del rafforzamento del suo potere a danno delle iniziative nazionali. In materia d’asilo e d’immigrazione l’Unione europea vuole assolutamente prendere le redini in mano e non tollerare più disparità di politiche. Gli Stati membri devono, a suo avviso, perdere il controllo sull’immigrazione.
L’Unione europea vuole arrogarsi il diritto di coordinare l’immigrazione e di sovraintendere alle diverse politiche d’integrazione (COM(08)359). Il suo atteggiamento verso le politiche danese e italiana, leggermente più restrittive in questo settore, rivela piuttosto chiaramente le sue intenzioni. In materia di politica d’asilo, l’Unione europea vuole creare un “Ufficio europeo” per controllare gli Stati membri e rendere così più facile l’asilo e l’ottenimento di sussidi per quanti lo richiedono (COM(08)360).
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