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 Conversione: Direzione spirituale, un'arma per il combattimento interiore del Battezzato

Chiesa Madre e Maestra


(www.chiesadomestica.net - Roma, 15.11.2006 ) - Direzione spirituale, un'arma per il combattimento interiore del Battezzato - di Simonetta Castellano

La direzione spirituale nella vita del Battezzato: che cos'è e perché è necessaria? La Confessione e la direzione spirituale sono la stessa cosa? Il servizio pastorale della direzione spirituale nella chiesa cattolica può essere svolto da un laico? - A colloquio con S.E.Mons.Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, su un tema tanto centrale, quanto misconosciuto, della vita di fede.

L'urgenza dell'azione rievangelizzatrice e lo “spaventoso livello dell'ignoranza religiosa” (BXVI, 7.11.2006) nel nostro tempo impongono di ripartire con convinzione dalla pratica e dall'insegnamento delle basi della vita cristiana.
Per questo abbiamo voluto per un momento soffermarci su questo decisivo aspetto del cammino nella fede, interpellando il vescovo con le domande ricorrenti di quel popolo di navigatori del web, che aspira a poter navigare anche nelle più grandi acque dello spirito.


Mons.Sgreccia:La direzione spirituale ha lo scopo di aiutare a sostenere il cammino verso Dio con un'assistenza di consiglio e sostegno spirituale. L'aiuto dell'accompagnatore spirituale è quello di un "esperto" delle cose di Dio; di un consulente che ascolta, prega e dà un parere dopo aver riflettuto.

L'obbedienza propriamente si deve a Dio: è al Signore che ognuno di noi offre la propria risposta. L'accompagnatore spirituale è un aiuto alla coscienza, un amico che ci aiuta a scoprire la Volontà del Signore e ad obbedire alla Sua Volontà.

La direzione spirituale come specifico servizio fiduciale, fraterno, educativo che accompagna alla vita di fede e alla pratica della testimonianza cristiana, nell’ottica della ricerca di un piano di vita, o nella quotidiana fatica di superare le difficoltà, può (e dovrebbe) essere offerto da ogni cristiano, uomo o donna, che abbia maturità di fede e capacità educativa. “



Direzione spirituale, un'arma per il combattimento interiore del Battezzato di Simonetta Castellano


La fede “guarda decisamente verso Dio e spinge pure noi a guardare verso Dio e a metterci in movimento verso di Lui” (B.XVI, 7.11.2006, Visita ad Limina vescovi svizzeri), è per questo che la vita di fede è propriamente un' esistenza in cammino.

Vivere la vita cristiana consiste proprio nell'avanzare, spiritualmente ma realmente, su un sentiero soprannaturale ed ignoto, che solca l'infinito e punta verso Dio.
Questo cammino interiore, spirituale, si fa attraverso l'insieme inscindibile delle quattro azioni fondamentali del cristiano, cioè studiando la parola di Dio, pregando, ricevendo i sacramenti e trasformando i propri sentimenti e la propria vita secondo il Vangelo. Attraverso queste quattro azioni fondamentali l'intera esistenza del cristiano viene coinvolta dal dinamismo della conversione e della ricerca spirituale, in grado di sospingerlo continuamente avanti nel cammino sul sentiero soprannaturale verso il cielo.

Cristiani si diventa rispondendo a una chiamata della Parola di Dio, maturando uno stile di vita evangelico, acquisendo «gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù», orientando la vita al Padre” - afferma la Nota Pastorale CEI dell'8 giungno 2003 in materia di iniziazione alla vita cristiana – mentre, invece, molti uomini e donne del nostro tempo “si dicono religiosi, ma non conoscono la vera identità cristiana e soprattutto non vivono in modo coerente con tale identità”. “È urgente pertanto ridare un contenuto specifico al nome “cristiano” della persona battezzata”- indica la Nota - il cristiano deve prendere coscienza della propria identità, fare alla luce del Vangelo verità su di sé e attrezzarsi per effettuare scelte mature e responsabili.

E “tale ricerca esige”
per il Battezzato “anche la testimonianza di altri che lo guidino nella ricerca di Dio”, si legge sempre nella stessa Nota.

Camminare sul sentiero verso Dio, cioè, poiché comporta una profonda trasformazione della propria personalità e della propria esistenza, fa nascere dall'intimo l'esigenza di poter disporre di una guida personale, in grado di dare quelle indicazioni e quei consigli di esperienza indispensabili ad orientarsi nel procedere, così come rende consapevoli della necessità di un accompagnamento spirituale nelle fatiche del cammino, che permetta di a
pprendere ed esercitare un corretto discernimento spirituale sulla propria vita, sugli eventi, sulle mozioni interiori.

Con il servizio pastorale dell'accompagnamento spirituale, infatti, la Chiesa, attraverso persone che secondo diversi percorsi riconosce chiamate e formate per questa missione, intende offrire “a tutti la possibilità di crescere in una fede adulta, “pensata”, capace di motivare e sostenere scelte di vita coerenti.”

L'urgenza dell'azione rievangelizzatrice e lo “spaventoso livello dell'ignoranza religiosa” (B.XVI, 7.11.2006, discorso sopra citato) nel nostro tempo impone di ripartire con convinzione dalla pratica e dall'insegnamento delle basi della vita cristiana.

Per questo abbiamo voluto per un momento soffermarci su questo decisivo aspetto del cammino nella fede, interpellando il vescovo con le domande ricorrenti di quel popolo di navigatori del web, che aspira a poter navigare anche nelle più grandi acque dello spirito.


DOMANDA: Mons.Sgreccia, vorremmo capire meglio qual è il ruolo del direttore spirituale nella vita di fede dei Battezzati: perché la Chiesa insegna che è necessario per il cristiano avere un direttore spirituale ?


RISPOSTA: Il direttore spirituale è necessario per due scopi:

  • perché aiuta con la preghiera e con il consiglio a scoprire e chiarire il Piano di Dio sulla nostra vita e la Sua Volontà nelle scelte in cui non siamo sicuri. Il suo è un aiuto di un "esperto" delle cose di Dio; di un consulente che ascolta, prega e dà un parere dopo aver riflettuto.
  • perché aiuti e incoraggi a mantenersi fedeli ai doveri e ai compiti che abbiamo riconosciuto e ci sostenga nei momenti di scoraggiamento.
Le decisioni rimangono sempre di ognuno di noi: il direttore spirituale non sostituisce la coscienza, né attenua la responsabilità. Nelle famiglie cristiane, dove c'è armonia e confidenza, ed almeno fino ad una certa età, anche nel campo della fede i genitori consigliano e aiutano a maturare la pratica cristiana. Ad una certa età, poi, e nelle situazioni di oggi, per fare un buon cammino spirituale per le cose di Dio, un direttore spirituale si presenta molto utile, per alcuni necessario.



DOMANDA: L'idea di rimettere le proprie scelte fondamentali ad una verifica meditata della Volontà di Dio, si scontra oggi frontalmente con la cultura dominante dell'incondizionato arbitrio dell'individuo sulla propria esistenza e con la carenza di figure autorevoli e raggiungibili di “consiglieri spirituali”. Non è difficile comprendere come mai non sia così popolare la pratica della direzione spirituale o accompagnamento spirituale, come oggi si ritiene più corretto chiamarla, e trovi tante resistenze e fraintendimenti anche tra coloro che si autodefiniscono praticanti.

Spesso, ad esempio, si scambia il Sacramento della Confessione per direzione spirituale; ma in cosa differisce esattamente la direzione spirituale dalla Confessione ?


RISPOSTA:
Il Sacramento della Confessione ha per scopo la riconciliazione con il Signore e la purificazione della vita attraverso l'azione sacramentale di Cristo, che dona lo Spirito che rinnova l'unione con il Padre e con i fratelli.

La Direzione Spirituale non è sacramento ed ha uno scopo più generale: quello di aiutare a sostenere il cammino verso Dio con un'assistenza di consiglio e sostegno spirituale.

Se il direttore spirituale è anche confessore ciò può aiutare sia il fedele, sia il direttore spirituale a capirsi e a sintonizzarsi meglio, ma talora ciò non è possibile e le due figure possono anche rimanere distinte.

 

DOMANDA: E' vero che al direttore spirituale si deve obbedienza? Ed in cosa consiste questa obbedienza ?


RISPOSTA: L'obbedienza propriamente si deve a Dio: è al Signore che ognuno di noi offre la propria risposta.

La Chiesa (Santo Padre e Vescovi), dal canto suo, interpreta la Volontà di Dio nei vari tempi e di fronte alle gravi questioni.

Il Direttore spirituale, poi, è un aiuto alla coscienza, un amico che nel segreto della coscienza ci aiuta a scoprire la Volontà del Signore e ad obbedire alla Sua Volontà. E quello del direttore spirituale rimane sempre, soltanto, un consiglio.



DOMANDA:
Si deve sempre seguire l'indicazione data dal direttore o, per meglio dire, dall'accompagnatore spirituale? E se in qualche circostanza si dovesse decidere di non seguirla, cosa accadrebbe?

 
RISPOSTA: Il consiglio dell'accompagnatore spirituale ha competenza sulle cose spirituali, non vale su tutte le cose: per le questioni temporali il suo consiglio vale quanto quello di un'altra persona qualsiasi e vale per le ragioni che porta.

L'accompagnatore spirituale ci deve aiutare a pregare e a servire, ad avere un rapporto positivo con Dio e a crescere nella fede.

Ci illuminerà sui criteri generali per riconoscere la vocazione e rispondervi, ma poi le scelte sono e rimangono a merito e responsabilità di ciascuno.

Di decidere diversamente da quello che suggerisce l'accompagnatore spirituale si resta sempre liberi e responsabili: se c'è una ragione valida in coscienza si può decidere diversamente, si può anche cambiare l'accompagnatore spirituale.

Soltanto al Papa e ai Vescovi (Magistero), quando parlano in nome del Signore, non si deve disubbidire, perché al Signore non si deve disubbidire.

L'accompagnatore spirituale, invece, è un consigliere, non ha l'autorità del Papa e dei Vescovi.



DOMANDA: Come si sceglie l'accompagnatore spirituale?


RISPOSTA:
L'accompagnatore spirituale si sceglie secondo la fiducia che ci ispira in quanto:

  • è una persona dedita alle cose spirituali e alla preghiera;
  • è una persona che sa ascoltare e che cerca di far crescere nella responsabilità e nella maturità cristiana;
  • infine, in quanto è una persona che ama la Chiesa e ubbidisce al Papa e al suo Vescovo.
Si deve ricordare che l'accompagnatore spirituale non è propriamente l'autorità ecclesiastica; questa è rappresentata dal Papa e dai Vescovi; l'accompagnatore spirituale è un'autorità morale, è autorevole per esperienza di fede e ricerca sincera di santità. E', in generale, l'auctoritas (parola latina che viene dal verbo augère=far crescere), ossia colui che fa crescere.



DOMANDA: Abbiamo detto che l'accompagnatore spirituale non è necessariamente il confessore, che è una persona che aiuta a crescere nella vita di fede, a riconoscere la vocazione e a rispondervi, che gli stessi genitori esercitano in tutta la fase della crescita la direzione del figlio nelle cose spirituali. Questo significa che nella chiesa la direzione spirituale può essere esercitata anche da un laico e una donna?


RISPOSTA: La funzione, o meglio, il servizio pastorale che si esprime nella direzione spirituale, può essere intesa

  • includendovi la figura del confessore per l'azione sacramentale dell'assoluzione ed anche l'autorità vescovile per l'intervento in alcuni casi specifici come, ad esempio, la decisione per una chiamata speciale alla vita consacrata o al sacerdozio);
  • oppure, il servizio pastorale della direzione spirituale può essere inteso in senso esclusivo, cioè come funzione specifica di una persona inviata dalla chiesa a consigliare nella vita spirituale e nell’approfondimento della fede e della pratica cristiana.
Nel primo caso, per le particolari funzioni esercitate, è necessario che si tratti di un sacerdote autorizzato all’esercizio del ministero presbiterale, o direttamente di un vescovo: l’assoluzione sacramentale può essere data soltanto dal ministro ordinato, vescovo o presbitero; ed anche per la conferma ultima per una vocazione sacerdotale di un’aspirante al sacerdozio o di una vocazione consacrata è necessario il parere di discernimento - almeno in fase conclusiva – del vescovo o del presbitero a ciò preposto.

Quando, invece, si tratta di svolgere il compito fiduciale, fraterno, educativo, che accompagna nella vita di fede e nella pratica della testimonianza cristiana, nell’ottica della ricerca di un piano di vita, o nella quotidiana fatica di superare le difficoltà, l'accompagnamento spirituale può (e dovrebbe) essere offerta da ogni cristiano, uomo o donna, che abbia maturità di fede e capacità educativa.

E’ il caso delle mamme e dei papà cristiani, che dovrebbero sempre essere all’altezza di trasmettere la fede, di offrire gli orientamenti sulla educazione dei sentimenti, dei valori ed anche di offrire la prima educazione sessuale ai figli, fanciulli e adolescenti. C’è un documento del Pontificio Consiglio della Famiglia che chiede espressamente ai genitori cristiani e agli educatori di svolgere questo compito, non facilmente sostituibile. [Il documento si chiama “Sessualità Umana: Verità e Significato” ed è reperibile sul nostro sito all’Archivio Downloads, oppure sul sito del Vaticano cliccando qui  – NdR].

Così nelle associazioni e nelle congregazioni, chi ha la responsabilità educativa
, con tatto, discrezione e senza forzature, ove c’è la reciproca fiducia, può contribuire all’orientamento spirituale delle persone singole. Tante persone hanno ricevuto aiuto personalizzato, più o meno duraturo nel tempo, o in particolari circostanze, da persone spiritualmente capaci per doni di Dio ricevuti, o per adeguata formazione, sia quando si fosse trattato di recuperare la fede, sia di cambiar vita dopo una fase di sbandamento, oppure di imbroccare una strada di impegno.

Questi educatori nella fede esercitano una vera e propria direzione/ accompagnamento spirituale e, quando queste stesse avvertono l’utilità che un loro assistito o una loro assistita – intendo in senso di amicizia educativa! – ha bisogno di un sacerdote per confessarsi o per verificare una importante scelta, saranno esse stesse a orientare verso la figura presbiterale o episcopale più consona, sempre nel rispetto della libertà personale.

All’interno delle Congregazioni e degli Istituti Religiosi esistono poi norme che assicurano la presenza di educatori spirituali e di sacerdoti confessori, nel rispetto di una libertà di scelta dei soggetti.



DOMANDA: Quando si può, o si deve, cambiare accompagnatore spirituale?


RISPOSTA: Si cambia quando si constata che non si cresce nella via di Dio (amore di Dio e del prossimo), e non si riesce a capirsi.


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TESTI CONSIGLIATI:

Per un'approfondimento del tema dell'accompagnamento spirituale nella vita cristiana, anche nell'ottica di “momento forte” per apprendere ed esercitare un corretto discernimento spirituale, rimandiamo al testo: “Direzione spirituale e discernimento” di Maurizio Costa, Edizioni ADP, Roma - Al cui interno si può trovare anche una ricca indicazione bibliografica per ulteriori ricerche.

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Altri articoli nella sezione:

- Il Punto di Vista Cattolico -
Note per l'informazione e la formazione


Culture di morte e missione delle coscienze
(Riflettere con Papa Ratzinger)

Spirito Anticristiano: come avanza, come combatterlo
(A colloquio con Mons.Sgreccia)
>Vita frenetica e filosofie del vivere
    





 

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