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La dimensione apostolica della Chiesa domestica

L’intervento del Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, Gabriella Gambino, alla giornata di studio sul tema “La famiglia come soggetto evangelizzatore primario”

pubblicato il 28 Marzo 2023



Il 23 marzo scorso si è svolta a Roma la 5a Giornata di studio interdisciplinare Antropologia giuridica della famiglia organizzata dalla Facoltà di Diritto Canonico e dal Centro di Studi Giuridici sulla Famiglia, presso la Pontificia Università della Santa Croce.


Il tema della giornata, “La famiglia come soggetto evangelizzatore primario”, è stato proposto all’interno di una riflessione dinamica e interdisciplinare, che ha messo in dialogo lo sguardo e le prospettive dell’azione pastorale familiare con l’azione culturale, con due obiettivi precisi: in primo luogo, individuare insieme le modalità più efficaci per rivelare con forza la “bellezza della famiglia”, come sistema di relazioni virtuose al suo interno e di relazioni che la famiglia al suo esterno è in grado spontaneamente di generare; in secondo luogo, rendere le famiglie solide e consapevoli del compito evangelizzatore primario che spetta loro in quanto famiglie, per evangelizzarsi reciprocamente, sostenersi a vicenda nella difficile sfida di vivere la propria fede e di trasmetterla ai figli nella loro vita quotidiana.


Chiese domestiche in azione

Tra i vari interventi, la professoressa Gabriella Gambino, Sotto-Segretario del Dicastero per il Laici, la Famiglia e la Vita, si è soffermata su “La dimensione apostolica della Chiesa domestica”. A partire anche dalla propria esperienza familiare, ha indicato l’urgenza di "far scoprire alle famiglie che la vita cristiana (…) comincia in casa. Le normali attività quotidiane della famiglia, infatti, possono costituire una vera e propria liturgia della vita familiare (…) in quanto esperienza vissuta del Vangelo all’interno e all’esterno della propria casa. L’apprezzamento del Concilio Vaticano II della famiglia come 'Chiesa domestica' ha aperto ad essa prospettive inaspettate di apostolato e partecipazione alla missione salvifica della Chiesa. Ed è importante che i vescovi e i sacerdoti responsabili delle comunità esortino ora, più che mai, le famiglie a vivere il proprio essere comunità sacramentali, sia al proprio interno che ad extra: Chiese domestiche in azione".


Famiglie solide, consapevoli della propria identità e missione

Bisogna consegnare alle famiglie degli strumenti concreti perché imparino a sapere 'come fare' per essere Chiese domestiche in azione. Ciò significa anche incominciare ad utilizzare un linguaggio ecclesiale condiviso, che abbia in sé questa prospettiva della famiglia come soggetto evangelizzatore, per cui quando, ad esempio, nella teologia pastorale si usa l’espressione 'prendersi cura' delle famiglie, bisognerebbe riferirsi al compito di renderle famiglie solide, consapevoli della propria identità e missione. "Non un oggetto della pastorale familiare, destinatarie passive di servizi e catechesi, ma soggetti e protagoniste loro stesse di una pastorale in cui devono potersi sentire coinvolte, chiamate ad intervenire per formarsi, alimentarsi, assumendosi responsabilità per evangelizzarsi reciprocamente, con l’aiuto costante dei pastori".


La Chiesa è chiamata oggi – ha proseguito la professoressa Gambino – ad "impostare una pastorale (…) evangelizzatrice originaria e preventiva, capace di insegnare alle famiglie ad evangelizzarsi a vicenda (…) È urgente fondare Chiese domestiche".


Molto interessante, in tal senso, è stata anche la presentazione dell’International Federation for Family Development, una realtà non-profit presente in 63 Paesi del mondo, che ha come missione proprio il supporto operativo alle famiglie tramite la formazione dei genitori e l’educazione dei ragazzi a partire dalle difficoltà concrete e reali delle famiglie, mediante la tecnica del “Case method”.




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